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  Entrevistas (38)  
 
 

Empezó a estudiar italiano a causa de una investigación, pero dice haber encontrado mucho más. Desde el primer momento, su manera de ser calma y sonriente nos trasmitió serenidad, como los sonidos que salen de su arpa. La música y las palabras son dos canales a través de los cuales Donna expresa su sensibilidad, y también en su blog “Viaggi di Donna”, lleno de reflexiones sobre la cultura italiana. 

 

 

Donna, can you introduce yourself? 
- I’m from California. I was born in Glendale and now I live in Redding. I have three children: my son is 32, and my daughters are 30 and 27.
And you play the harp! Did you always love music?
- Yes! When I was a child I saw a harp in the window of a house, and I always wanted my mother to drive on that street so I could see it. When I was a teenager, I saw a woman playing a small harp, and I told my mother, “I want to learn to play that.” We went to a harp showroom and the least expensive harp cost $5,000. So she said, “It's better if you learn to play the piano." [laugh]
So she bought you a piano?
- No, but we rented one. I learned to play but not very well. When I was in college, I started out as a psychology major, but then I transferred to the music department and took harp lessons.
You also love reciting, right?
- I do. I have a friend who plays the harp. She tells stories and sings songs that have to do with the stories. I found it very moving. Then one day I saw a man reciting large parts of the Bible from memory. I thought of what my friend did and said to myself, “I can memorize stories from the Bible and recite them using the harp.” 
Do you play the harp as a job now?
- No, my family owns property with commercial rentals, and I manage one of the properties. I used to play the harp at weddings and for non-profit fundraisers, but because of several injuries and a chronic condition, I had to set the harp aside for a couple of years. In the meantime I went through a program to learn to play the harp at bedsides in hospitals of with Hospice, because music can be therapeutic.  It can help soothe agitation, lower blood pressure and  increase oxygen saturation. 
So you found a new direction for your passion!
- Exactly! In fact, I have three passions: music, recitation and research that I’m doing on a man from southern Italy. His name is Angelo. He was sold by his father at the age of ten to a man who brought him to New York and made him dress in beggar's clothing and play his harp on the sidewalks of New York. This was around 1867. After a couple of years I discovered that Angelo’s experience was not unique. He was part of a large organization of Italian child street musicians in major cities all over the world. These men indentured or purchased children, taught them to play an instrument, sent them out on the streets to play and took the money that they made. Sometimes the children weren’t treated well.
That’s fascinating, you’re quite an investigator!
- Yes, what started as a small curiosity grew into a huge project.
This project is the reason why you wanted to study Italian? 
- Yes, I started to investigate the childhood of this Italian harpist. I came to Italy, found Angelo’s birth certificate and met professor Alliegro, from the University of Naples. He gave me many articles on the street musicians but all in Italian! [laugh] So that’s why I wanted to learn Italian in the first place.
This was how long ago?
- I started studying Italian in 2009 when I joined a study group. That's where I met Annette and Julie. We came to Italy together in 2011. When we were in Siena, Julie said, “We should go to a language school in this city”, but then it was four years before we were able to come.
Maybe now was the right time for you to come to us! 
- Yes, God definitely opened doors to bring us here! [laughing] 
What would you say about your experience at school?
- This experience has been great in so many ways. I have a blog that I’ve been doing for my family and friends: http://viaggididonna.blogspot.it/. This is how I described my experience on the blog: “Italians have an expression 'Che aria di casa'. It has to do with the experience of feeling at home.” When considering the close-knit environment of the school staff and how they draw us into this environment, giving us a glimpse of Italian life and culture, I thought to myself, "This is part of what the school provides – lingual education, cultural experience and an ‘aria di casa’, the experience of family and community thousands of miles from home."
So, you were looking for something very specific and you found so much more!
- Exactly! That’s the perfect way to put it.
Did you have some concerns before you came here?
- I didn’t have any concerns. I feel very safe in Siena. I am very comfortable walking around late at night. I only wish I had more time to learn about the history of Siena.
And then you’ll start new research!
-No, I don’t think I can add one more thing! [laughing]

What changed in you from this experience?
- Well, one thing is that I would like to translate my presentation on the harpist into Italian, so that I can share his story with the people in his hometown. I don’t know how this changed me as a person yet, but it’s giving me new ideas!
We can’t wait to hear it in Italian! Thank you Donna
- Thank you!

 
 

Puoi fare una piccola presentazione di Donna?
- Sono californiana, nata a Glendale e adesso vivo a Redding. Ho tre figli: mio figlio ha 32 anni e le mie figlie hanno 30 e 27 anni.
Sappiamo che suoni l’arpa! Ti è sempre piaciuta la musica?- Sì! Quando ero bambina ho visto un’arpa nella finestra del mio vicino e volevo sempre che la mia mamma mi portasse verso quella strada per guardare l’arpa … quando ero adolescente ho visto una donna mentre suonava una piccola arpa e ho detto a mia mamma “Voglio imparare a suonarla”. Siamo andati in un negozio di strumenti musicali e l’arpa più economica costava 5 mila dollari, quindi lei mi ha detto “Meglio se impari a suonare il piano”. [ridendo]
Quindi lei ti ha comprato un piano?
- No, lo abbiamo affittato. Ho imparato un po’ ma non molto bene. Poi all’università, ho smesso di studiare psicologia, ho studiato musica e ho imparato a suonare l’arpa.
Ami anche recitare, vero?
- Sì, ho un'amica che suona l’arpa e racconta storie mentre suona, lo trovo bellissimo …  un giorno ho visto un uomo che recitava versi della Bibbia, mi ha affascinato e ho pensato che volevo farlo anch'io con la mia arpa.
Adesso suoni l’arpa per lavoro?
- No, lavoro in un negozio di famiglia, come amministratrice. Prima suonavo l’arpa ai matrimoni ed eventi, ma ho avuto molti incidenti in macchina ed ho una malattia neurologica cronica, quindi ho dovuto lasciare quel lavoro per un paio d'anni. Nel frattempo, ho frequentato un corso per suonare negli ospedali, per aiutare i malati a guarire con la musica: abbassare la pressione del sangue, la saturazione dell’ossigeno, ecc … Che bello, hai trovato una nuova strada per la tua passione! 
- Certo! Io ho tre passioni: musica, recitazione e una ricerca che sto facendo, sulla vita di un’arpista italiano. Quando era bambino, suo papà l'ha venduto a un uomo che l'ha portato a New York e gli ha fatto suonare l’arpa nei marciapiedi di New York, nel 1877. Dopo un paio d'anni di ricerca ho scoperto che lui apparteneva a una grande organizzazione di bambini italiani che operava in tutto il mondo! Quest'uomo prendeva dei bambini, gli faceva suonare degli strumenti per strada e si teneva tutti i soldi e a volte venivano trattati male.
Ma che storia affascinante, sei una brava investigatrice! 
- Sì, questa ricerca è diventata un grande progetto!
La storia di quest'uomo è la ragione per cui hai voluto imparare l’italiano?
- Sì, ho cominciato a ricercare la storia di questo piccolo arpista, sono venuta in Italia, ho trovato il suo certificato di nascita e ho conosciuto il professore Allegro, dell’Università di Napoli. Lui mi ha dato delle informazioni, ma sono tutte in italiano! [ride] È per questo che ho voluto imparare la lingua.
Quanto tempo fa?
- Ho cominciato a studiare l’italiano nel 2009 con Annette e Julie. Poi siamo venute insieme a Siena nel 2011 e Julie ci ha detto: “Dobbiamo studiare l’italiano qui”, ma ci abbiamo messo tutti questi anni per venirci, finalmente.
Forse adesso era il momento giusto per farlo!
- Certo, c’è un Dio che ci ha portato qui! [ride]
Puoi dirci qualcosa sulla tua esperienza a Scuola?
- È stata bellissima in tanti modi … ho un blog dove scrivo per la mia famiglia e i miei amici, "Viaggi di donna", e ho scritto di questa espressione italiana, “Mi sento a casa” ... quando arrivi a scuola è come entrare nella casa di qualcuno per imparare una lingua, non come andare all’università, dove non c’è rapporto fra studenti e insegnanti. Ci sono anche tutte queste belle attività insieme, seminari, lo staff … voi dedicate un sacco di tempo a noi… gite, pranzi, apertivi, è come un benvenuto nella cultura italiana.
Quindi, cercavi qualcosa di specifico e hai trovato molto di più …
- Certo! Non c’è un modo migliore per dirlo.
Avevi un po’ di timori prima di venire qui?
- No e mi sono sentita molto sicura qui a Siena, non ho paura di camminare attraverso la città di notte. Mi piacerebbe avere più tempo per conoscere la storia di Siena …
E magari cominciare una nuova ricerca!
- No, non credo di poter aggiungere un altro impegno! [ridendo]
Dopo questa esperienza, ti senti diversa? 
- Una delle cose che voglio fare dopo questa esperienza è tradurre la mia presentazione sull’arpista in italiano, così potrei condividerla con voi … non so ancora se sono cambiata come persona, ma questo viaggio mi ha dato tante nuove idee!
Non vediamo l’ora di sentire la tua presentazione in italiano! Grazie cara Donna. 
- Grazie a voi. 

 

 

 

 

Fuyuki Maruyama

Japón

 
Frederik Furrer

Suiza

 
Matthias Reichert

Alemania

 
Alice Curran

Estados Unidos

 
Julie Cobb Millazzo

Estados Unidos

 
Donna Theresa Youngblood

Estados Unidos

 
Camille Buccellato

Estados Unidos

 
Elizabeth Monroe-Cook

Estados Unidos

 
Franca Leeson

Canadá

 
Tim Hurson

Canadá

 
Antoinette Lobbato/Nelson

Estados Unidos

 
Ulrike Wilson

Reino Unido

 
Anka Looft

Alemania

 
Jennifer Hötzl

Alemania

 
Leanne Atley

Canadá

 
Chisa Iura

Japón

 
Michael Volino

Estados Unidos

 
Kathleen De Palma

Estados Unidos

 
Viktor Turad

Alemania

 
Julia Szuliman

Hungría

 
Bruce Baltzer

Estados Unidos

 
Robert Comazzi

Estados Unidos

 
Agustín Denegri

Chile

 
Małgorzata Berndt

Polonia

 
Agnieszka Lizon-Baran

Polonia

 
Rosemary Martelli

Estados Unidos

 
Melissa Mellot

Estados Unidos

 
Gillian Verma

Reino Unido

 
Maria Buser

Suiza

 
Ian McDonald

Reino Unido

 
Frank Brinkmann

Alemania

 
Veronique De Bruyne

Bélgica

 
Ana Carolina Belibasis

Honduras

 
Sandro Presta

Suiza

 
Sabrina Oertel

Alemania

 
Stephanie Feder

Estados Unidos

 
Emma Kate Argiro

Australia

 
Robert Totty

Reino Unido

 
 
 
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